La campanella che non c’è

Prepararsi al futuro è una grande sfida, sia per gli studenti, sia per i loro genitori. Noi di iSchool lo sappiamo bene: siamo da sempre orientati al futuro e il nostro compito è fornire agli studenti gli strumenti adeguati per affrontarlo nel migliore dei modi; questo obiettivo permette anche ai genitori di vivere con più tranquillità gli anni scolastici dei figli.

È iniziato da poco il nuovo anno scolastico: da due settimane si entra in aula alle 8:00 e si torna a casa alle 14:00. Dal lunedì al venerdì, 30 ore a settimana, come da indicazioni ministeriali. 

Ogni giorno tre materie aspettano i nostri studenti. 

In iSchool, ci piace definire le lezioni “moduli”: usiamo questo termine per indicare l’insieme di esperienze di apprendimento riferite a ogni singola disciplina, con indicazione precisa degli obiettivi da raggiungere. 

Interazione, confronto ed esperienza sono i punti cardine del nostro metodo, che mira all’apprendimento delle nozioni in autonomia e al successivo scambio di opinioni con la classe, svincolandosi da aspetti di puro meccanicismo come gli orari e i programmi fissi. Ecco perché abbiamo eliminato ciò che forse più caratterizza la scuola tradizionale: la campanella. 

PERCHÉ LA CAMPANELLA NON SUONA? 

Ogni modulo è suddiviso in due parti, per una durata complessiva di 100 minuti

La prima parte, circa 30 minuti, è dedicata a un apprendimento che favorisca il confronto, la discussione e il pensiero.

La seconda parte è più flessibile e movimentata, dedicata alla parte pratica e creativa: gli studenti svolgono esercizi e attività mettendo in pratica gli insegnamenti della prima parte, individualmente o suddivisi in piccoli gruppi (per garantire la sicurezza il lavoro di gruppo avviene attraverso i device in dotazione). Durante questa fase, il docente ha l’opportunità di conoscere più a fondo gli allievi e di intervenire sui singoli metodi di studio, valorizzando le peculiarità di ogni studente e indirizzando chi ha più bisogno di aiuto.

Una lezione così suddivisa consente ai docenti di diversificare le attività, per dare forma a una didattica  cooperativa interdisciplinare (cooperative learning). 

Le pause tra una lezione e l’altra sono flessibili: il docente gestisce i due intervalli previsti, sfruttandoli come momenti di recupero e rilassamento, sulla base degli argomenti trattati e dei tempi di apprendimento degli studenti.

Ottobre 5, 2020

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